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Il cammino dell’Anima

L’anima cresce quando ci spogliamo di tutto… è una bella frase, ma quando accade fa male, molto male…e se potessi lo vorremo evitare a tutti i costi. All’inizio di questo cammino ho visto una grande luce, è stata una folgorazione, ho pensato, alleluia sono arrivato e poi…è iniziata la discesa negli inferi, negli anfratti più bui della mia anima e ho pensato, maledizione, era tutto meglio prima…ma non era più possibile tornare. No, l’ascesi dell’anima inizia passato il rubicone, da li in poi si può solo andare avanti, come certe pareti di roccia che portano alla cima ma che non permettono la discesa. In questi ultimi tre anni ho perlustrato l’inferno in lungo e in largo e di paradiso ne ho visto poco, nemmeno una luce fievole, ho di nuovo pensato, bella fregatura, mi sono lanciato ( come faccio sempre ) senza paracadute e adesso eccomi sfracellato al suolo, la rete che credevo l’Universo avrebbe messo, non è stata messa, semmai il suolo è stato sparpagliato con cocci di bottiglia…il questo calvario non ho visto alcun senso, piuttosto ho sentito molta rabbia, una rabbia furente salirmi dal petto, ma non avevo niente contro cui scagliarla…sono andato avanti a tentoni, nel buio, senza certezze, senza parole di conforto, nemmeno quelle di Gesù che avevo sempre sentito vicino servivano…è la cupa buia notte dell’anima o notte mistica che suona bene ma che non è bella per niente, di mistico non ha nulla è solo buia, una notte senza stelle..ma la chiamo comunque notte mistica perché se passate la letteratura dal medioevo ai giorni nostri la trovate in tutti i Mistici e Santi…Ora la maggior parte delle persone appena sta male corre dal medico o dal terapeuta di turno, chi ti sta attorno vuole che ti dai una mossa, si perché la stima la si guadagna solo agendo, facendo, più sei brillante più sei simpatico, più sei bravo più sei apprezzato…solo che cosi facendo e sempre cosi agendo si perde l’appuntamento più importante della Vita, quello che assolutamente non si può perdere, quello con se stessi...da cui poi dipende tutto il resto. Evitare, rinunciare, scappare dalla notte e dal buio e dal dolore e dalle proprie ferite ci porta solo a separarci sempre più da noi stessi e a perdere quella profonda pace che diventa profondo amore per la Vita stessa di cui poi si diventa l’espressione pura senza filtri…di questo racconto nel mio ultimo libro ILLIMANI…

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