Ferite dell'Anima · Filosofia · Seminario · Spiritualità.

Seminario

 

Il senso di questa giornata é quello di andare a curare, guarire, amare quelle ferite che ognuno di noi si porta dentro ( chi non le sente è perché è completamente sconnesso dalla propria anima e vive solo nell’Ego, personalità ). Chi verra renderà un grande servizio a me, a se stesso e a tutti, perchè chi guarisce diventa un faro nella notte di questo mondo, una fonte di luce per tutti…come dico spesso, ci sono molte cose che riesco a fare da solo, ma altre che da solo non riesco a fare…il fatto è che siamo UNO e questa cosa ci obbliga a lavorare assieme…questi pochi ( eletti ) lavorano in verità per tutti…ma per il momento possiamo lavorare solo su noi stessi…dunque sarà come arrampicare e la sola nostra corda sarà l’Amore Cristico al quale sempre mi ancoro…per evitare di perdermi nelle inutili e stupide discussioni, disquisizione filosofiche o altro…che tanto appasionano gli uomini…solo che noi siamo angeli e al mio fianco voglio solo avventurieri….are you ready ?  ( sei pronta/o ? ) La quasi rima mi deliziava…all’inizio era il verbo….

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Amore · depressione · felicità · Ferite dell'Anima · tempo

Entrare in se stessi

Entrare in se stessi comporta sempre una certa dose di dolore, un dolore che è impossibile evitare. Questo dolore nasce in buona parte da quegli aspetti di noi che fatichiamo ad integrare, ad accettare, perché vanno a minare l’immagine che ci siamo fatti di noi e che vogliamo proiettare impeccabile sul mondo. Insomma noi dobbiamo essere felici, efficienti, sani, intraprendenti, avere successo etc ..appena accenniamo al contrario qualche psicologo o medico ma anche e spesso le persone che ci circondano, ci vogliono curare…

Questa cura significa che noi consideriamo una parte di noi e spesso la migliore come malata, come qualcosa da eliminare, cosi da lasciar trasparire solo gli aspetti luminosi di noi stessi…Ci facciamo un gran male quando agiamo cosi o lasciamo che altri agiscono cosi con noi, letteralmente estirpiamo aspetti di noi dalla nostra Anima e li buttiamo via…cosa che ovviamente non possiamo fare, ciò che buttiamo dalla finestra in un modo o l’altro ritorna dalla porta.

Quando arriva un sentimento negativo, lasciamo che arrivi, cosi come è arrivato se ne andrà, quando stiamo male viviamo il nostro male, senza fingere, anche lui vuole essere preso in considerazione, non solo la nostra felicità, quando siamo depressi viviamo la nostra depressione, passera anche quella, cosi la disperazione e ogni altro sentimento, emozione che ci indispone, se non potete farlo nell’ambiente in cui vivete, isolatevi, ogni cosa non vissuta, agisce poi sul fisico causando molto più male, del primo male che voleva solo essere ascoltato…

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Il teatro dell’Ego e le ferite dell’Anima

Il teatro dell’Ego si nutre della malattia, dipinge e ridipinge la maschera che nasconde la vera causa: la causa è sempre una ferita o più ferite dell’Anima. Finché rimaniamo dentro il nostro stesso teatro, la ferita non la vediamo nemmeno, siamo tutti presi dalla malattia, se poi andiamo da un medico o da un psicologo è anche peggio, perché il teatro va sul palcoscenico, intervengono gli specialisti che si danno da fare per curare qualcosa che non si può curare, dal momento che è una messa in scena. Quando ci riescono, semplicemente bloccano quell’energia, che prima o poi uscirà da un’altra parte. Un signore mi ha detto che a lui certi sintomi compaiono solo quando lavora, se smette spariscono anche i sintomi. Quindi la causa è il lavoro? No! La causa è ciò che mi spinge a fare quel lavoro che mi fa male e le scuse che uso per continuare a farlo! Quella è la causa, non il lavoro in sé. Una signora mi dice che ha sempre mal di pancia, le dico di digiunare, mi dice che non riesce, che il mal di pancia peggiora. Il mal di pancia come qualsiasi altra cosa peggiorano all’inizio del digiuno per poi sparire definitivamente. Ma basta davvero il digiuno? No! Il mal di pancia come qualsiasi male proviene da una ferita, la ragione per cui continuo a mangiare è che non voglio vedere quella ferita, preferisco lamentarmi del mal di pancia o prendere una pastiglia che almeno per un po allevia i sintomi. Il digiuno serve solo se assieme mi prendo il tempo di guardare dentro di me e accettare ciò che emerge dalla mia Anima, per poi accogliere il male, abbracciarlo dargli amore e continuare senza quella malessere, quella malattia, quel tumore, etc…

Come vedete è relativamente semplice, che cosa lo rende cosi difficile? Solo una cosa, l’incapacità di lasciar andare l’Ego per un viaggio ignoto che ci conduce all’Anima, L’incapacità di lasciar andare ciò che conosciamo, per qualcosa di cui non sappiamo molto; preferiamo il male a un possibile bene, preferiamo la compassione a un possibile vero amore, non perché sono migliori ovviamente, ma perché sono in qualche modo garantiti, mentre l’Amore è sempre fluido, in divenire, inaffidabile, etc..Per l’Ego è insopportabile, intollerabile che gli si dice che la sua malattia è una messa in scena, è un teatro, che non è reale, non è vera, ma come ho delle fitte lancinanti alla pancia e mi vieni a dire che non sono vere??? Le fitte lancinanti alla pancia sono il suono della sirena che avvisa del pericolo, il pericolo pero non è il suono, cosi come le fitte non sono la ragione del male che provo, ma solo il segnale che qualcosa NON VIENE AFFRONTATO… NON VIENE GUARDATO…

I bambini fanno peste e corna per ricevere attenzione, cosi fa la nostra anima attraverso il male perché ci si rivolga a lei…ma noi cosa facciamo? Mettiamo a tacere il male cosi la nostra anima deve andare ad esprimersi attraverso un’altro organo, e cosi all’infinto.Oppure facciamo il contrario, continuiamo parlare del nostro male invece di decifralo e capire cosa ci sta dicendo, in entrambe i casi o buttiamo acqua sul fuoco ( Medicine ) o benzina, parlandone e lamentandoci in continuazione…qualcuno che ti ascolta lo trovi sempre, solo che non ti fa un regalo, al contrario ti aiuta a buttare benzina sul fuoco…ma naturalmente come fai a non ascoltare quel poveretto???? Ascoltandolo lo fai diventare ancora più poveretto, mentre se nessuno lo ascoltasse prima o poi dovrebbe ascoltare se stesso…ma come ho già detto a noi piace troppo il teatro passionale dell’ego con i suoi drammi e i suoi mali, alla televisione ci rinfilano serie su serie dove questi drammi che già viviamo durante il giorno, li riguardiamo anche la sera…

Vuoi fare davvero qualcosa per migliorare il Mondo e la Vita degli uomini?

Smettila di alimentare i tuoi e gli altrui drammi, attraverso le tue parole e l’ascolto! Il malato non deve essere ascoltato, l’ascolto è il suo pane, se vuole davvero guarire ci sono mille modi per farlo, ascoltandolo non fai che nutrire la sua malattia e se ti va male nutrirla persino in te, anche se in modo latente. Quello che puoi fare invece è aiutare chi sta male a vedere la vera causa e assieme accogliere quel dolore, affinché smetta di urlare. Quello che puoi fare è dare Amore, senza permettere all’Ego di recitare il suo teatro inutile dannoso e assieme vivere la pena dell’altro, perché ogni pena, ogni ferita è qualcosa che riguarda tutti noi, ma la malattia non è la ferità, smettila di nutrire una e accolti l’altra, in questo modo guarisci te stesso, l’altro e il mondo intero!!!

Ridi!!! La risata è già mezza terapia!!

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Guarire le ferite

Solo noi possiamo guarire le nostre ferite. Nessuno può farlo per noi, nessun può darci ciò che non siamo in grado di dare a noi stessi. Se pensiamo di meritare di più dalla Vita, significa che non siamo in grado dai dare a noi stessi il valore che vogliamo, allora lo pretendiamo dagli altri, da un fuori generico che chiamiamo vita, fortuna, dio o quant’altro. Ma dal momento che tutto ciò che viviamo siamo noi stessi a generarlo, se quello che ci torna non ci piace significa solo che stimo generando pensieri e sentimenti discordanti e di non amore, di non valore. Questi sentimenti nascono dalle nostre stesse ferite che non riusciamo ad integrare e che anzi continuiamo a credere che debbano essere risolte, elaborate, superate. C’è un gran da fare in giro di gente che corre da un seminario all’altro, da un “Maestro” all’altro, da un libro all’altro senza mai trovare la pace in sé, perché questa pace nasce solo quando TUTTO di noi è accolto, accettato e AMATO incondizionatamente. MA è difficile lasciar andare l’idea folle che dobbiamo migliorarci, dobbiamo diventare più spirituali, dobbiamo essere più capaci di esprime l’amore cristico o angelico o divino o incondizionato. NON DOBBIAMO NIENTE!!!  E prima la smettiamo di pretendere di essere altro da ciò che siamo, prima ameremo noi stessi per quello che siamo. Io non esprimo l’Amore Cristico perché questo è una specie di SUPER AMORE  da distribuire in dolci pillole che confortano le anime perse e disperate,  IO SONO IL CRISTO STESSO, dal momento che vivo la mia specifica natura. La mia specifica natura è come quella di una pianta o di un’animale, un larice è un larice e un cane è un cane. La Natura è l’espressione perfetta del divino, l’uomo al contrario è l’espressione di se stesso, delle sue scelte o non scelte e ridiventa divino quando ritrova se stesso, quando l’ombra che lo tormenta e disturba torna a far parte della Luce, dell’ESSERE CHE E’ COSI COME E.

Cristo · Ferite dell'Anima · Gesù · Giuda · Senza categoria

Chi è Giuda ?

Ho sempre amato Giuda, sin da bambino. Pur amando Gesù più di ogni altro, ho sempre avuto per Giuda molta simpatia. L’ho sempre capito, o meglio ho sempre capito perché Giuda ha tradito Gesù. L’ha tradito perché non è stato in grado di capire il suo Amore, Giuda voleva la rivoluzione, voleva combattere i Romani oppressori, Giuda voleva che Gesù fosse un socialista, che aiutasse i poveri, che cambiasse il mondo. Ma Gesù non è venuto né per aiutare i poveri, né per cambiare il mondo e certo non per combattere i Romani.

Gesù è venuto per portare una forma di Amore sulla terra che ancora oggi, duemila anni dopo incontra molte resistenze, dai molti Giuda, che vorrebbero essere come Gesù o che vorrebbero essere suoi discepoli, ma non riescono  ad andare oltre la loro ristretta visione della Vita, del Mondo e di se stessi. Giuda è l’Ego per eccellenza, che pur dicendo di amare Gesù lo condanna a morte perché Gesù non gli dà ciò che vuole. Ogni giorno ho a che fare con qualche Giuda, con qualcuno che appena non riceve la dolce caramella, si mette a strillare, pur sapendo che un biscotto salato è ciò di cui ha bisogno la sua Anima in quel momento per crescere sana e robusta e per ritrovare in sé il Suo Potere.

Giuda ha il suo ruolo, finché entriamo in risonanza con Lui significa che non siamo ancora completamente nella Luce del Cristo. Oggi come allora provo per i molti Giuda tanto affetto, perché la loro rabbia infantile mi tocca nel profondo, perché ho vissuto quasi tutta la mia Vita in quella rabbia, in quel dolore, dal quale il Cristo Luce mi ha liberato. Amo Giuda e come non potrei amarlo, è la nostra parte ferita, la parte di noi più dimenticata e trascurata e nel Cristo tutto è Luce e Amore, Giuda compreso, e anzi soprattutto.