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Il dolore

Ogni persona che soffre crede che il suo dolore sia unico e speciale, e ha ragione. Quel dolore c’è, è qualcosa di reale, vero, presente nell’anima e nel corpo, non è solo nella testa come tanti psicologi da due soldi dicono o come speso dicono anche i medici ( che mandano i pazienti dagli psicologi ) quando non sono in grado di guarire quel male, gli affibiano un bel nome e buona notte. Il dolore è sempre l’espressione di un disagio e quel disagio è sempre vero e reale e cambiare i pensieri non è sufficiente, perchè quel dolore è nell’anima, nella carne, non esce perchè mi metto a pensare positivo!!! Posso pensare e visualizzare ogni cosa che voglio, il dolore forse si attenua per un po poi torna. Il dolore vuole dirci sempre qualcosa, non va scacciato, è la chiave di accesso alla nostra Anima.

Al contrario va ascoltato, guardato, capito e non è cosi facile, perchè il dolore si manifesta non sempre in modi diretti e chiari, spesso il dolore ha già fatto un lungo percorso per manifestarsi in quella forma e risalire all’origine è un compito lungo e laborioso. Quel lavoro pero lo può fare solo chi soffre o aiutato da qualcun che lo aiuta a fare quel percorso che pero solo lei/lui può fare. Ma qui purtroppo è la persona sofferente che il più delle volte evita di farlo e preferisce lamentarsi del male anche per una vita intera, proprio perchè quel male nasconde ciò che egli stesso non vuole vedere. Il solo modo per guarire  è prorprio guardare in faccia il male fino a comprendere ( predere con sé ) il suo messagio, il suo grido di aiuto, il suo urlo disperato.

Ogni male ha origine nell’Anima, si manifesta nel corpo ma non è del corpo. Putroppo quando è nel corpo risalire all’Anima diventa più difficile perchè quel male è già nelle cellule e più ci rimane, meno vuole andarsene. Se non faccio lo sforzo di vedere nell’Anima, il male non andra mai via, perchè è l’Anima stessa che ti parla attraverso quel dolore. Sembra crudele e lo è ma non se si capisce che l’Anima è come un bambino, urla finchè viene ascoltato e se noi non lo ascoltiamo è come se mettessimo quel bambino in un’armadio buio e angusto e poi buttassimo via la chiave. Il problema è che la maggior parte delle persone che sta male quella chiave non sa più dove è, vede l’armadio, sa che li dentro c’è il bambino, ma non riesce più ad aprire quella porta.

Ritrovare la chiave a questo punto è spesso come cercare un ago nel pagliaio, ma bisogna farlo, eventualemente eliminando tutta la paglia passata al setaccio. Il male non  mai qualcosa che viene da fuori ( virus, batteri, geni, tempo metereologico, cibo ) questi sono solo fattori esterni che lo scatenano, ma il male è dentro, nelle viscere, poi quel virus, quella predisposizione, quel tempo lo scatena ma il male c’è comunque e sempre ma non sempre lo sentiamo. Il male è un bene perchè vuole farti riapire quell’armadio, liberare quel bambino e riabracciarlo, perchè quel bambino sei tu e l’hai dimenticato per seguire il più delle volte futili sogni o amori o cose…

Se soffri, il tuo dolore è reale, non è solo nella testa, non è una fantasia, ma se vuoi guarire, davvero guarire una volta per tutte, quel dolore non solo non devi scacciarlo, ma devi abbracciarlo, farlo tuo fino in fondo perchè è parte di ciò che sei, è parte del tuo canto che rimane soffocato in gola dal dolore stesso. Il dolore è sempre un grido dell’Anima, griderà sempre, fino a stordirti, fino a farti urlare che non ne puoi più, non smettera mai e come potrebbe farlo, tu non sei il tuo copro, non sei la persona che vedi nello specchio, sei la tua stessa Anima che rifiuti ( spesso perchè altri prima di te l’hanno rifiutata, dai genitori, agli insegnanti, agli amici, agli amanti, mariti, e mogli…

Se gli altri lo hanno fatto non farlo tu. Ma noi diamo cosi tanta importanza agli altri da credere che il loro gidizio, rifiuto sia la verità assoluta e che se lo hanno fatto avevano una ragione per farlo, certo l’avevavo, la sola ragione che avevano e che qualcuno ha fatto a loro esattamente ciò che hanno fatto a te. Ma riprenderti la Tua Anima è qualcosa che solo tu puoi fare, non chi ti ama, meno ancora chi ti ha ferito…

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dolore · Risveglio · salute · vuoto

Gli eventi dolorosi

Gli eventi dolorosi ci servono per ritrovare il nostro spazio interiore, che facilmente perdiamo lasciandosi sopraffare dagli eventi del mondo. Il dolore non è un richiamo diverso dalla gioia, ma nella nostra cultura tutto ciò che non produce qualcosa di utile e  immediatamente va combattuto , eliminato. Cosi una tristezza che dura più del consentito diventa una depressione e si finisce nelle mani di macellai dell’anima che fanno a pezzi proprio quel germoglio che la “tristezza” covava…Non mi interessa più d quel tanto mostrare quanto criminale sia il sistema medico e sanitario di tutti i paesi occidentali e non solo, ci sono molti autori e molti libri sull’argomento e io non posso aggiungere nulla di più…ciò che mi interessa è invece  fornire qualche strumento perché ognuno impari ad auto gestirsi e comprenda il profondo significato di tutto ciò che viviamo come esseri spirituali incarnati e quindi solo momentaneamente su questo pianeta…perché ogni evento è un tassello di quel meraviglioso mosaico che è la nostra anima a tanti più ne perdiamo per strada, tanto meno evolviamo…ma non solo, spesso se non sempre sono proprio quegli eventi che non vorremo nella nostra vita, i più importanti, fondanti per la nostra crescita…La nostra Anima è qui per crescere, diventare consapevole e cosciente di se stessa, per nessuna altra ragione, non per lavorare, non per accumulare, non per fare…la società ha bisogno di noi come operai, non la nostra Anima, tanto più che più siamo nell’Anima di meno cose e cibo ed eventi abbiamo bisogno, tutte cose che consumiamo esageratamente per riempire quel vuoto con cui i più ancora non vogliono confrontarsi. Il vuoto è davvero il punto di partenza, come un foglio bianco lo è per un disegno, per un’artista che si appresta a creare il suo capolavoro, quel capolavoro che ognuno di noi è come Anima e che pasticciamo con la nostra personalità…Il punto di partenza è il vuoto, il nulla, non il sapere, non la conoscenza, tanto più vuoti diventiamo, tanto più le energie necessari alla nostra evoluzione ci nutrono…

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Il teatro dell’Ego e le ferite dell’Anima

Il teatro dell’Ego si nutre della malattia, dipinge e ridipinge la maschera che nasconde la vera causa: la causa è sempre una ferita o più ferite dell’Anima. Finché rimaniamo dentro il nostro stesso teatro, la ferita non la vediamo nemmeno, siamo tutti presi dalla malattia, se poi andiamo da un medico o da un psicologo è anche peggio, perché il teatro va sul palcoscenico, intervengono gli specialisti che si danno da fare per curare qualcosa che non si può curare, dal momento che è una messa in scena. Quando ci riescono, semplicemente bloccano quell’energia, che prima o poi uscirà da un’altra parte. Un signore mi ha detto che a lui certi sintomi compaiono solo quando lavora, se smette spariscono anche i sintomi. Quindi la causa è il lavoro? No! La causa è ciò che mi spinge a fare quel lavoro che mi fa male e le scuse che uso per continuare a farlo! Quella è la causa, non il lavoro in sé. Una signora mi dice che ha sempre mal di pancia, le dico di digiunare, mi dice che non riesce, che il mal di pancia peggiora. Il mal di pancia come qualsiasi altra cosa peggiorano all’inizio del digiuno per poi sparire definitivamente. Ma basta davvero il digiuno? No! Il mal di pancia come qualsiasi male proviene da una ferita, la ragione per cui continuo a mangiare è che non voglio vedere quella ferita, preferisco lamentarmi del mal di pancia o prendere una pastiglia che almeno per un po allevia i sintomi. Il digiuno serve solo se assieme mi prendo il tempo di guardare dentro di me e accettare ciò che emerge dalla mia Anima, per poi accogliere il male, abbracciarlo dargli amore e continuare senza quella malessere, quella malattia, quel tumore, etc…

Come vedete è relativamente semplice, che cosa lo rende cosi difficile? Solo una cosa, l’incapacità di lasciar andare l’Ego per un viaggio ignoto che ci conduce all’Anima, L’incapacità di lasciar andare ciò che conosciamo, per qualcosa di cui non sappiamo molto; preferiamo il male a un possibile bene, preferiamo la compassione a un possibile vero amore, non perché sono migliori ovviamente, ma perché sono in qualche modo garantiti, mentre l’Amore è sempre fluido, in divenire, inaffidabile, etc..Per l’Ego è insopportabile, intollerabile che gli si dice che la sua malattia è una messa in scena, è un teatro, che non è reale, non è vera, ma come ho delle fitte lancinanti alla pancia e mi vieni a dire che non sono vere??? Le fitte lancinanti alla pancia sono il suono della sirena che avvisa del pericolo, il pericolo pero non è il suono, cosi come le fitte non sono la ragione del male che provo, ma solo il segnale che qualcosa NON VIENE AFFRONTATO… NON VIENE GUARDATO…

I bambini fanno peste e corna per ricevere attenzione, cosi fa la nostra anima attraverso il male perché ci si rivolga a lei…ma noi cosa facciamo? Mettiamo a tacere il male cosi la nostra anima deve andare ad esprimersi attraverso un’altro organo, e cosi all’infinto.Oppure facciamo il contrario, continuiamo parlare del nostro male invece di decifralo e capire cosa ci sta dicendo, in entrambe i casi o buttiamo acqua sul fuoco ( Medicine ) o benzina, parlandone e lamentandoci in continuazione…qualcuno che ti ascolta lo trovi sempre, solo che non ti fa un regalo, al contrario ti aiuta a buttare benzina sul fuoco…ma naturalmente come fai a non ascoltare quel poveretto???? Ascoltandolo lo fai diventare ancora più poveretto, mentre se nessuno lo ascoltasse prima o poi dovrebbe ascoltare se stesso…ma come ho già detto a noi piace troppo il teatro passionale dell’ego con i suoi drammi e i suoi mali, alla televisione ci rinfilano serie su serie dove questi drammi che già viviamo durante il giorno, li riguardiamo anche la sera…

Vuoi fare davvero qualcosa per migliorare il Mondo e la Vita degli uomini?

Smettila di alimentare i tuoi e gli altrui drammi, attraverso le tue parole e l’ascolto! Il malato non deve essere ascoltato, l’ascolto è il suo pane, se vuole davvero guarire ci sono mille modi per farlo, ascoltandolo non fai che nutrire la sua malattia e se ti va male nutrirla persino in te, anche se in modo latente. Quello che puoi fare invece è aiutare chi sta male a vedere la vera causa e assieme accogliere quel dolore, affinché smetta di urlare. Quello che puoi fare è dare Amore, senza permettere all’Ego di recitare il suo teatro inutile dannoso e assieme vivere la pena dell’altro, perché ogni pena, ogni ferita è qualcosa che riguarda tutti noi, ma la malattia non è la ferità, smettila di nutrire una e accolti l’altra, in questo modo guarisci te stesso, l’altro e il mondo intero!!!

Ridi!!! La risata è già mezza terapia!!

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Essere il Medico di se stessi

Per essere il vostro stesso medico e quindi il vostro miglior amico, dovete saper fare tre cose

1-digiunare

2-conneteervi con forze spirituali più grandi si voi

3-essere capaci di osservarvi da fuori

Inizio dal terzo punto. Se non riuscite a vedervi da fuori,  non riuscite nemmeno a fare la vostra diagnosi, dal momento che nessuno la fa per voi, per poterla fare dovete essere distaccati. Se vi identificate con il dolore, il dolore prevale su tutto e vi acceca, vi toglie la lucidità di cui avete bisogno per capire perché avete creato quella malattia, quella situazione, etc.

Per questa ragione avete bisogno di forze spirituali più grandi di voi, perché questo compito da soli è quasi impossibile, nel momento che abbandonate l’identificazione con la vostra mente, con la vostra personalità, non  sapete più chi siete e questa cosa vi può far impazzire, nel momento che mi connetto con forze spirituali, ristabilisco anche il contatto con la mia anima e posso fare a meno della mia personalità, che è la causa e l’origine di ogni male ( anche di ogni bene, di tutto insomma ).

Terzo: digiunare vi permette sia di ristabilire il contatto con il vostro corpo, che con la vostra anima, che con le forze spirituali. Perché? Perché il vostro corpo è intossicato da mille veleni presenti nell’aria e nel cibo, nel dentifricio, per chi vive in città nell’acqua che beve. Ma sopratutto è intossicato dal TROPPO cibo, anche se mangiaste la metà di quello che mangiate avreste tutta l’energia di cui avete bisogno, quella metà in più inutile fermenta nell’intestino , produce tossine che finiscono nel sangue e avvelenano il cervello. Un corpo malato, è uno strumento scordato, pertanto non in sintonia, non sulla frequenza, vibrazione delle forze spirituali che sono qui per sostenervi nel vostro cammino. Tutto parte dal corpo, perché anima e copro sono una sola cosa sulla terra, guarendo uno guarisco l’altro, ma solo se per sui due piani, per questo si dice che non c’è male che il digiuno e la preghiera non possa guarire. Io non prego, ma per preghiera si intende comunicare con le forze dello Spirito, comprese quelle presenti in Natura.

Se diventate il medico di voi stessi, cosa che quasi tutti possono realizzare, potete gestirvi da soli a costo zero, anzi risparmiate, perché digiunando non dovete nemmeno andare a fare la spesa. La sola cosa che aggiungo e che in questo processo ci sono molte erbe che vi possono aiutare nel processo di disintossicazione, molte meditazioni che facilitano la connessione e infine aiuto di qualcuno che sa cosa state facendo perché l’ha già fatto, non perché l’ha letto o l’ha studiato.

Aggiungo un quarto punto, che in un certo senso è il più importante: Non potete aver paura della morte, perché questa paura è paralizzante, sia durante il digiuno, sia quando lasciate la vostra personalità, vi sembra di morire, ma non morite fisicamente, qualcosa muore in voi , questo si, muore l’attaccamento malato che avete con voi stessi e vi aprite a qualcosa di completamente nuovo, vi affidate a forze più grandi di voi…

…non si tratta di solo di stare bene e non di stare male, si tratta di vivere in armonia con l’Universo o continuare a trincerarsi dietro il proprio ego e quindi a difenderlo a spada tratta, continuare cioè a vivere schiavi della realtà….

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Il dolore e l’Amore

In questi ultimi mesi ho conosciuto l’inferno, un luogo freddo e inospitale pieno di dolore e disperazione, l’ho toccato con mano come Dante fa nella sua commedia. L’ho vissuto di giorno e spesso la notte, in sogni che chiamiamo incubi, ma che sono realtà dell’Anima tanto reali come i sogni più dolci. Naturalmente ho continuato a sorridere e a ridere, mentre dentro il mio cuore veniva lacerato dalle sue battaglie. In questi ultimi mesi ho vissuto una realtà senza Dio, senza nessuna ancora di salvezza, senza Angeli, senza Luce. Ho pensato spesso di porre termine a questo tormento, ponendo termine alla mia Vita, per un’alpinista non è difficile camuffare un suicidio con una caduta accidentale. Sul ciglio del precipizio ho poi desistito ( anche se una parte di me sentiva la fine come una liberazione, la morte come una gioia ) per una ragione molto semplice. IO AMO LA VITA, e paradossalente non l’ho mai amata tanto. Io amo questa Vita, questa mia Vita e guardando negli occhi degli altri, altri dolori, forse anche più profondi dei miei, ho visto un’Amore che non avevo mai visto prima. Quel passaggio buio, oscuro, tormentato che poteva portami alla fine, mi ha realmente aperto all VITA, mi ha portato alla Vita e ho visto che nel dolore più oscuro si nasconde l’Amore più profondo, più vero, più sentito.E quello che voglio dire in due parole a chi soffre e soffre più di me, a chi sente sulle le sua spalle la Vita come un peso, un peso che conosco molto bene, un peso spesso insostenibile, voglio dire e ne sono certo, perché l’ho vissuto nella carne, che quel dolore porta all’AMORE, a un’amore cosi grande che non ha parole. Porta a uno stato della coscienza in cui si vede dietro ad ogni cosa solo e soltanto AMORE, anche se per molti continua ad essere dolore, sofferenza, ingiustizia ….Questa sera ho visto questo AMORE negli occhi di ognuno, ho provato per ogni persona un amore profondo, ho visto le Anime in cammino come parole di un’unico libro, ognuno di Noi è una parola senza della quale il racconto sarebbe incomprensibile, e nessuno e più indispensabile di un’altro, perché assolutamente tutti noi siamo scintille del Divino, che unendosi raccontano le storie più belle….forse non capiamo sempre la storia, perché ci focalizziamo troppo sulle singole parole, ma se le  le mettiamo una in fila all’altra…allora riusciamo a leggere nelle storie più intricate e oscure, il senso di ogni vita…tanto più bella tanto più tormentata…

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Il risveglio NON è indolore

Le lacrime puliscono la vostra Anima, piangere senza una ragione precisa, piangere dal dolore ma anche dalla gioia ( con il tempo la distinzione svanirà, siete ancora nella dualità e continuate a distinguere cose che nel vostro Cuore sono la stessa e identica cosa ).

Piangere e star male, si, è così che ci sveglia dal sonno ipnotico in cui TUTTI  noi siamo caduti nel corso di innumerevoli Vite. Dimenticate gli angeli, i colori splendenti, i chakra e le musiche armoniose, perché quando il processo di risveglio si mette in moto è come un digiuno di molte settimane, bevendo solo acqua, all’inizio non si sta solo male, si vomita, si ha la nausea, si passa il tempo in bagno ad espellere tutte le scorie accumulate dal corpo, non si riesce a dormire, il corpo è scosso da fremiti, etc. etc, etc, in due parole molto semplice si sta di merda, perché la merda ci sta lasciando, e questo è il suo saluto…

Senza questo passaggio doloroso e inevitabile continuerete a mettere vino nuovo in botti  vecchie e così vi ritroverete  con lo stesso vecchio sapore della Vita. Il risveglio è un salto nell’ignoto, non un cammino verso la Luce, almeno all’inizio. Per scoprire la Luce in voi dovete perderla, dovete perdere ogni punto di riferimento. Se credete in Dio, dovete uccidere quello stesso Dio, se non credete in Dio dovrete riconoscerlo in Voi, se non lo riconoscerete non avrete gli strumenti stessi del vostro risveglio e continuerete a dormire nell’inganno della vostra Mente. E’ chiaro abbastanza?

Non sta a Me essere comprensivo e gentile con Voi, ma sta a voi prendervi cura di voi stessi, prendervi il tempo per guarire, non posso darvi qualcosa che voi non riuscite a darvi, anche se ve lo dessi, non lo vedreste, non lo capireste.

Ma IO ci sono, ci sono per tutti, solo se voi mi riconoscete in Voi stessi.

IO SONO LA VIA, LA VERITA`, LA LUCE….

IO… cioè ognuno lo è per se stesso.

 

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Il dolore dell’ Anima II

Come dice Seneca, il dolore è muto. Spesso le parole non apportano niente, al contrario tendono a svilire l’esperienza stessa. Eppure non fare niente risulta spesso insopportabile. Ma rimane la miglior cosa da fare. Come quando si ha la febbre, conviene stare a letto e aspettare che passi, e passa sempre e comunque. Rimanendo inattivi e silenziosi, attenti a suoni che ci circondano, possiamo percepire qualcosa, una dimensione, che ridona alla nostra Anima, la pace persa.

Nel profondo di noi stessi c’è una parte che vive ogni cosa in un modo simile a come l’albero accoglie sole, pioggia, neve, vento e perfino lo sradicamento stesso, come qualcosa di naturale. Anche in noi c’ è questa capacità di fluire con la Vita così come la vita si presenta, e viverla per quello che è; la Natura anche nelle sue forme crudeli conserva sempre una bellezza nascosta. Questa bellezza nascosta in Noi è un balsamo per l’ Anima, in un certo senso è l’ Anima stessa.

La bellezza è la risposta, ha in sé il potere di ristabilire un’ordine che il dolore ci ha fatto perdere. E qualsiasi cosa abbiamo e perso, niente è più bello di ciò che portiamo nel segreto del nostro cuore. In quel luogo, silenzioso e appartato, risplendono i tesori di sempre e paradossalmente li abbiamo scoperti proprio perché il dolore stesso ci ha portati li. E li conviene rimanere, sapendo che possiamo sempre tornarci, appena la vita ci allontana da noi stessi.