Celebrazione · Dio · Festa · Invito · Natura

Il canto della Natura

In che mondo viviamo? C’è un mondo di pace e meraviglia dietro l’angolo ma l’uomo si perde dentro le sue futili faccende. Questa è la massima espressione della tragedia umana a cui viene dato un paradiso (la terra) e l’uomo si crea il suo inferno. Ma appunto questo inferno è l’uomo stesso a crearlo, ognuno nel suo piccolo, ahimé contribuisce alla sua creazione. Basta entrare in un bosco, ascoltare il canto degli uccelli, guardare come si muove la natura per rendersi conto che viviamo in un paradiso di meraviglia, di scoperta continua. Viviamo in un’universo di celebrazione, la natura non fa altro che celebrare la vita tutto il tempo, è sempre in festa. In inverno si prende una pausa, rallenta, ma dura un’attimo ed è subito primavera ed è un tribudio. Quanto di questo tribudio hai vissuto oggi? Perchè se non l’hai vissuto puoi considerare la tua giornata completamente sprecata. Non sto parlando delle grandi catastrofi ecologiche, di come l’uomo saccheggia la Natura, della quasi completa mancanza di rispetto, non voglio nemmeno entrare nella dimensione sacra (che è tutto il mondo invisibile che muove quello visibile), rimango alla Natura, al Manifesto e chiedo a te come chiedo a me stesso, quanto partecipo a questa meraviglia, quanto dò di mio alla festa, alla celebrazione e quanto tempo invece passo nelle mie faccende, perchè in verità conta solo il tempo che festeggio, tutto il resto è perso, irrimediabilemente, perchè la nostra crescita passa per questa festa, non per la fatica, il dolore, il lavoro, siamo invitati alla festa. Gesù esprime questo concetto nella parabola del banchetto di Nozze –Matteo (22,1-14)- dice di un Re (Dio) che invita al suo sontuoso banchetto i cittadini del suo regno ma nessuno si presenta perché sono tutti occupati nelle loro faccende, allora invita  i mendicanti, gli ultimi, i perdenti, i falliti e loro accorrono felici  (a dispetto dei bravi cittadini che invece lavorano e quindi non accolgono l’invito) La parabola continua ma per oggi basta questo pezzo, il senso è chiaro come era chiara la Luce del sole oggi. Siamo tutti invitati, ogni giorno, sta a noi accogliere l’invito e lasciare le nostre faccende. Dio è nella festa, nella celebrazione, nella gioia, nella nostra miseria ci siamo solo noi, perchè siamo noi stesi a crearla anteponendo l’invito con i nostri impegni.

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